martedì 27 gennaio 2009

Lo stupratore è già a casa

Il giudice si difende: abbiamo applicato la legge.

Magari c'ha pure ragione, alla fin fine chissà quanti altri stupratori hanno goduto di cotanta legale magnanimità, magari quatti quatti, non sotto i riflettori come ora. Certo un pochino meno le loro vittime, le cui urla sono rimaste inascoltate, strozzate dal silenzio mediatico.

In realtà non volevo riflettere su questo, stavo pensando ad Eluana, sì poiché in mancanza di una legge appropriata, una corte si è arrogata il compito di dettare la sentenza seguendo le linee guida.

Qualcosa mi sfugge in questa elasticità di applicazione delle leggi, non dovrebbe essere qualcosa di meno soggettivo? qualcosa di più, come dire? scientifico? chirurgico? Non vorrei mettermi a rovistare gli archivi per vedere quanti e quali processi sono caduti per mancanza di una legge appropriata, cioè perchè i presunti reati non erano tali, identificando magari chi e perchè urlava da una parte o dall'altra per dimenticare o indignarsi.

Almeno siamo onesti con noi stessi, è il solito gioco del girarsi la patata, quando qualcosa fa comodo in un certo modo, va bene così, altrimenti basta smentire anche l'evidenza e siamo tutti d'accordo e in pace.

Le ambiguità si prestano ad interpretazione e spesso può far molto comodo.


Spoiler: Tanto per buttar giù dei numeri sbagliati, di stupri ce ne sono una decina al giorno a tenere bassi i numeri. Alcuni conteggi dicono 5000 all'anno, 15 al giorno. 15 donne, 15 storie di dolore ignorate, servirebbe un telegiornale solo per quello, certo poi non tutti hanno una vicenda che faccia notizia, che alzi un polverone, il cosidetto audiance. Mica ci credo che gliene freghi qualcosa ai tg, ai presentatori, commentatori, saggi e furbetti vari, quelli pensano solo al tornaconto di soldi e prestigio.

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